Tre persone posano tenendo in mano tovagliette in carta.

Un gruppo di ragazzi al tavolo di una pizzeria.

Ampliata la convenzione con GiustoSpirito: L’Olmo cresce ancora.


La Fuji oggi non vuole funzionare.

È una macchina da stampa offset, è piena di leve, bottoni, rulli, cilindri. Soffia ritmicamente, sembra partire, poi invece sbuffa e si ferma. Il collega che ci lavora è in ferie, ma c’è un bancale di fogli che devono andare negli ospedali: un ordine urgente, dicono dagli uffici.

Danilo si avvicina col suo modo pacato, tocca due regolazioni, la Fuji parte come per magia. Il giorno dopo, il bancale è nella pancia di un camion, in viaggio.

E poi ci sono migliaia di fogli da plastificare. È un lavoro da precisetti, se sbagli si arrotolano tutti attorno ad un rullo caldo: tocca spegnere, aspettare che si raffreddi, srotolare i fogli e sperare di non essersi giocati così tutti gli scarti. Emmanuele (tutti qui lo chiamano Manu) segue i fogli uno ad uno, accompagnandoli, lo sguardo concentratissimo, fino a quando la pila non è esaurita. Riesce ad essere nobile e gentile col lavoro da svolgere tanto quanto lo è con le persone che lo circondano.

Danilo e Manu oggi sono venuti a lavorare con le loro auto. Non è un dettaglio da poco: le hanno acquistate da quando lavorano qui.

Ragazzi straordinari. “Ragazzi”, non per l’abitudine – dura a morire – delle cooperative sociali di chiamarli tutti “ragazzi”, anche quando sono adulti. È che sono proprio giovani. “Straordinari”, non solo perché il bellissimo Glossario Fragile di Legacoopsociali preferisca questa definizione a “svantaggiati”. È che sono proprio straordinari.

E sono solo due esempi, purtroppo avremmo bisogno di più tempo, più spazio, più attenzione per raccontarne altri. Per parlare anche di Simone, Concetta, Claudio.

Ma non dovevamo parlare di una convenzione?

Sì, ok, ecco la notizia. Chi, cosa, dove, quando, come, perché.

L’Olmo ha siglato il nuovo contratto ex art. 22 con GiustoSpirito, a inizio luglio.

In estrema sintesi, funziona così: l’azienda in obbligo di assunzione di un lavoratore con disabilità ha difficoltà a impiegare questa categoria di risorse; allora sigla un accordo con una cooperativa sociale, che assumerà i lavoratori al suo posto. In cambio, darà alla cooperativa commesse di lavoro per un importo che andrà a coprire i costi. Per GiustoSpirito, la cooperativa ha assunto quattro lavoratori. Tre di loro erano già assunti in virtù di una precedente convenzione, sempre con la stessa azienda. Poi, allo scadere dei termini, hanno chiesto di portare a quattro il numero delle coperture.

È grazie a queste convenzioni che si è creato il gruppetto di ragazzi straordinari. Dietro ai numeri, ai preventivi, ai fogli Excel per valutare la sostenibilità del progetto, dietro alla notizia, ci sono loro. C’è una foto di quattro ragazzi in pizzeria, una cena tra colleghi come tante. Solo che loro sono ragazzi straordinari. Esiste un modo più semplice, più forte per descrivere la parola “inclusione”, per la quale lavoriamo tutti i giorni?